Archivio per la categoria ‘Pensieri Astratti’

La Meraviglia Quantistica

Pubblicato: 12 marzo 2014 in Pensieri Astratti

Breve riflessione maturata su anobii.

Perché amo la Fisica, perché vorrei riavvolgere il nastro e iscrivermi al politecnico, seguendo gli insegnamenti del più grande FILOSOFO (premio Nobel per la Fisica, Richard P. Feynman).

Perché?

Ecco…

…Oggi, quando leggo di entaglement quantistico, provo un brivido alla spina dorsale. Pensare che due particelle che abbiano interagito fra loro per una frazione di tempo talmente breve che la nostra mente non riesce nemmeno a concettualizzare, e che si influenzino vicendevolmente anche a distanze di parecchi anni luce scambiandosi l’informazione istantaneamente (violando in questo modo il principio che nulla può viaggiare più velocemente della luce, nemmeno l’informazione quantistica) modificando specularmente il loro comportamento, be’, io sento puzza di divino, di mistico, di “degno d’essere ammirato, studiato, vangato e specialmente compreso”.
Questo mi affascina, mi prende e mi trascina sempre di più. La domanda che tutti i filosofi si sono sempre posti, senza mai arrivare a una risposta esauriente, PERCHE’ ESISTIAMO? secondo me andrebbe rivista. Dopo le mie letture di Fisica oggi preferisco chiedermi: PERCHE’ UN PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE? Credo che la fisica “volontariamente” abbia gettato un velo sulla nostra capacità di trovare delle risposte. Le leggi fisiche hanno una volontà propria, ci ingannano volutamente, ci prendo per il culo e ridono di noi. I fucking love them.
Questo alla fine è il mio rimpianto: non potere partecipare a questa “quest” fisico/filosofica.

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Black Hole…

Pubblicato: 13 gennaio 2013 in Pensieri Astratti
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Collapsing into a stellar black hole, fall’s unstoppable, spaghettification process has started. Time and space aren’t anymore, one is collapsed on itself, one has stopped. Beyond the horizon only the darkness, even the light can’t escape. Waiting for the definitive unconsciousness. 

Elucubrazioni

Pubblicato: 7 marzo 2012 in Pensieri Astratti
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Pensiamo, ragioniamo.


Foto No. 1

Bianco e nero. Calze lunghe, sopra il ginocchio. Sedere tondo, granitico. Forme incantevoli. C’è qualcosa di volgare? No. La ragazza sembra ascoltare qualcuno, qualcosa. È attenta? Sembra di sì, parrebbe essere concentrata. Però, forse, sta semplicemente pensando, non ascolta nessuno. Lascia che la mente vaghi libera per la stanza. Posa? Probabile. Ultimamente il bello è quasi sempre artificiale, artefatto, prestabilito ed eseguito. Amen.



Foto No. 2
Bianco e nero. Pioggia. Luce di contrasto in profondità. Esiste un luogo migliore dove vorresti vivere? Parigi, al contrario di quello che dice Buck Mulligan, è la nostra Grande Madre. Non verde, nemmeno verdemoccio, è grigia, buia, spettrale, gialla, blu, a pois, azzurra e floreale. Parigi percorre l’iride in tutte le sue tonalità. Non serve essere né Picasso né Cezanne, Parigi prende la tonalità che al nostro animo più aggrada in quel particolare momento. L’uomo più Grande di sempre, il più Umano, un giorno disse che Parigi rimarrà sempre con te, ovunque tu vada, chiunque tu sia.



Foto No. 3

La vita ha un senso solo quando amiamo. E qual è quell’amore che può arrivare sino all’idea del sacrificio intimo, perché l’essere che amiamo possa essere al sicuro? L’amore padre figlio, madre figlio. Non c’è giorno che passo su questa terra in cui non ringrazi Iddio per avermi donato questo amore. Sentirmi parte di qualcosa che continuerà in eterno, da me attraverso mio figlio. Sapere che per lui, per mio figlio, sono una cosa importante, sono una roccia sicura nel mezzo del mare in burrasca. Sapere che lui sa di poter sempre ripararsi dietro di me, e che può continuare a farlo sin quando non capirà che un giorno i ruoli s’invertiranno. La gioia più grande, un figlio.




Foto No. 4

Il più Grande Genio Letterario del XX secolo. Ha rivoluzionato la prosa inglese, influenzato decine, se non centinaia di scrittori. Senza di lui la letteratura americana sarebbe ferma all’arcaico James o al Medio Anderson. Ha combattuto, spesso ha vinto, molte volte ha perso. Ha amato il mondo, la vita, le donne, lo sport, i libri, l’arte. Ha scritto pagine memorabili, schizzi letterari così forti da stordire; ha cantato la vita, benché spesso raccontasse la morte. I suoi racconti sono opere irraggiungibile per chiunque. 

  

Ottimismo vs Pessimismo

Pubblicato: 28 settembre 2011 in Pensieri Astratti
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Il pessimista è un ottimista con esperienza, ma poiché l’esperienza non ha il benché minimo valore etico, essendo solamente il nome che noi diamo ai nostri errori, tutti i pessimisti sono quelle persone che hanno lastricato la strada dietro di sé di errori e sbagli.
Non pensiate che l’ottimista sia migliore di voi! L’ottimista è un furfante, un pauroso, un uomo terrorizzato. La base dell’ottimismo è il terrore!
L’intelligente è l’intuitivo in grado di concettualizzare la propria intuizione e,  logicizzandola, trasformarla in pensiero/informazione. L’informazione poi, ben applicata alla meccanica socio-comportamentale, alle leggi biologiche e alle subculture alle quali l’individuo appartiene, permette, a questi, di esprimersi e agire al meglio nell’ambiente che lo circonda – risultando, appunto, più intelligente di coloro i quali l’intuizione non ha subito il processo di logicizzazione.  

>Ridi!

Pubblicato: 5 febbraio 2011 in Pensieri Astratti
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Per alcuni, prendersi troppo sul serio, è sintomo d’insicurezza; per altri, al contrario, è sintomo di un inappagato egocentrismo bisognoso di celebrazioni, e laddove queste non arrivino, si supplisce alle prime con una patetica forma, priva di buon gusto, di auto-celebrazioni mascherate da giudizi oggettivi. A mio modestissimo parere, il prendersi troppo sul serio, è sintomo di una più semplice insipienza umoristica: ovvero L’incapacità di ridere di sé stessi, pratica atta all’espulsione delle tossine di umor nero.

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Ecco qui i testi che più ho amato e che più amo. Alcuni, grazie allaloro mera natura fabulatoria, mi hanno fatto sognare, viaggiare, sperare;altri, scritti con intenti formativi, educativi, istruttori, monitori,correttivi et cetera, hanno lasciato un qualcosa che in un modo o nell’altro ètornato nelle mie scelte quotidiane. François Mauriac una volta scrisse:”Dimmi quello che leggi e ti dirò chi sei” è vero; ma ti conoscereimeglio se mi dicessi quello che rileggi.” Il libro ha una sua naturaspecifica, esso è compagno, fratello, amante, nemico, confessore, medico,accusatore, amico, giudice. Nel libro troviamo universi paralleli dove ilmacrocosmo e il microcosmo possono entrare in una semplice frase: Soggetto,Verbo, Complemento (opera mirabile); e laddove intervenisse la mano abile deldotto, del poeta, del filosofo, modificando e combinando, aggiustando eforgiando, avremmo allora opera di demiurgo. Il libro non è statico, si evolveogni volta che ne scorriamo una pagina: il concetto trasmessoci viene sempre ocompletamente, o parzialmente, o impercettibilmente modificato dal nostro“sentire”. Il medesimo libro non è mai lo stesso libro. 
La prosa poetica del Silmarilion di Tolkien non ha nulla da invidiare allapoesia della Genesi Biblica. Non ricordo nessuno sera, dove prima di coricarmi,non abbia augurato la buonanotte ai volumi riposti sugli scafali della miabiblioteca.  

  1. Il Nome della Rosa, Umberto Eco
  2. Alla Ricerca del Tempo Perduto, Marcel Proust
  3. Divina Commedia, Dante Alighieri
  4. Fiesta, Ernest Hemingway
  5. Festa Mobile, Ernest Hemingway
  6. Storie, Erodoto
  7. Simposio, Platone
  8. Epistolario, Abelardo e Eloisa
  9. Parole, Jacques Prévert
  10. De Bello Gallico, Caio Giulio Cesare
  11. Ulisse, James Joyce
  12. Trilogia, Samuel Beckett
  13. Finzioni, Jorge Luis Borges
  14. Guerra e Pace, Lev Tolstoj
  15. Macbeth, William Shakespeare
  16. Lettere ai Famigliari, Marco Tullio Cicerone
  17. Faust, Johann Wolfgang Goethe
  18. I tre Moschettieri, Alexandre Dumas
  19. L’Educazione Sentimentale, Gustave Flaubert
  20. La Certosa di Parma, Stendhal