Parliamone – tu ascolta, però.

Pubblicato: 13 aprile 2011 in Scritti
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Parliamone – tu ascolta, però.
– Dormi?
– …
– Hey, sei sveglio?
– …
– Se dormi, dimmelo. Per cortesia.
– …
– Non c’è redenzione, sai? Il peccato ce lo portiamo appresso, come l’ombra. Tu pensi di essere pulito, di esserne stato mondato, redento, e cazzate varie. Non è vero! Il peccato è lì con te: dietro di te. Ti segue, ti tallona, si nasconde, ma è lì. A volte ti fissa (ti dispiace se fumo? no? Grazie.)…  ben dritto negli occhi e tu non riesci a vederlo. Sai che è così, vero? cosa possiamo fare? Io ho paura, paura di pagare le mie colpe ogni giorno, ogni fottuttissimo cazzuto giorno. Perché non veniamo perdonati?
– …
Tu lo sai?
– …
– Avanti. Perché?
– …
– …
– …
– Non lo sai, vero? Ma sì, tu non hai mai saputo niente.
– Perdono.
– Vedi che non dormivi? Va bene ti perdono.
– No, no. Io non ti ho chiesto perdono. Perdono, anzi, perdonami, è la parolina che potrebbe indirizzarti verso la redenzione. Perdono è come l’obolo che si deve offrire a Caronte. Niente obolo, niente passaggio. Niente perdono, chiesto o ricevuto, niente redenzione. 
– Dormi pure, imbecille. Sono tutte cazzate le tue.
– …
– Perché non provi a crescere un po’?
– … 
– … 
– … 
– Quanto sei fastidioso. Torno a dormire. Io lavoro, domani. Non scocciarmi, va bene?
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