Anonimo Anatolico: Man. Lat. 301 Fr. 2910 Bibliothèque Nationale de France

Pubblicato: 11 aprile 2011 in Anonimo Anatolico
Tag:
Fr. 2910

Man. Lat. 301
Bibliothèque Nationale de France.
Come[1] i[2] Anglosassòni[3] e Francofòni[4].
… Ispagnofonile[5].
 
 

[1] Versi di ardua interpretazione. La civiltà della Pietra Bianca, alla quale l’Anonimo Anatolico appartiene,  fiorita a cavallo del IV-III sec. a.C., è nota per aver annoverato tra le sue genti diversi viaggiatori. Le ultime torie, suffragate da iscrizioni rinvenute nell’area Egea, danno l’Anonimo attivo nell’Europa Centro Meridionale (Canton Ticino) sul finire del IV secolo a.C.
[2] La scuola Europea considera la volcale “i” quale refuso di un copista distratto, sconfessando la tesi del Prof. Uberfutt dell’Universita di Tubinga. Questi sosteneva la tesi dell’influenza indiretta delle popolazioni italiche che avrebbero influito sulla prosa e la metrica dell’Anonimo in un periodo a noi sconosciuto. Egli riteneva “i” una forma di articolo ibrido e, contemporaneamente, riconosceva all’Anonimo una scarsa padronanza delle regole morfo-sintattiche e grammaticali dei dialetti italici. Nei dialetti ausoni la vocale “i”, in funzione di articolo, non può essere seguita da un’altra vocale. Tuttavia rimane aperta l’ipotesi di una forma di scrittura creativa della quale l’anonimo, più volte in passato, ci ha deliziato.
[3] Il compianto, e mai dimenticato Prof. Alurachedubal, dell’Università del Cairo, anni fa, durante il suo dottorato di ricerca, avanzò l’ipotesi molto seducente di un neologismo coniato dall’Anonimo per la lingua della Civiltà della Bianca Pietra. Egli riconduceva il termine alla seguente etimologia: Anglo=angolari o angolare; sassòni=grosse pietre di ancoraggio usate nella pinanura di Londinium per ancorare le imbarcazioni lungo il fiume Tamesis. Corollario all’ipotesi del Prof. Alurachedubal sarebbe sostenere la presenza in loco dell’Anonimo.
[4] Il lemma è facilmente spiegabile: FRA-N-COFONI. La “n” è una geniale e brillantissima aggiunta eufonica partorita dalla mente eccelsa dell’Anonimo. “Cofoni” e pronuncia gergala per CAFONI, usata nelle zone montane abitate dalle popolazioni della Civiltà della Bianca Pietra. “Fra” riconduce molto semplicemente all’abbreviativo per FRATERNITà. Questi Fratelli Cafoni erano una confraternità mistica e orgiastica di origini antichissime. Essi erano soliti riunirsi durante i pleniluni celebrando i loro riti misterici d’invocazione alla divinità.
[5] Ad oggi, nessuna interpretazione è stata ancora resa. Tuttavia, nel corso dei decenni, torna sempre di moda l’ipotesi di un’iterpolazione errata di uno scoliaste bizantino. A nostro parere, se questi esistesse, dovrebbe essere iberico o lusitano, non certamente Bizantino. Ricondurre il prefisso Ispan al lemma ispanico è davvero seducente ma allo stesso tempo troppo semplicistico. L’Anonimo merita più rispetto! 
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