>A un cerbiatto somiglia il mio amore di David Grossman.

Pubblicato: 15 ottobre 2010 in Recensioni
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C’è poco da dire.
Questo è un libro definitivo. Una summa. La storia di un gruppo di amici, di una famiglia, di Israele, dell’umanità. Un manifesto contro la guerra. 
E’ difficile capire come David Grossman abbia potuto trovare la forza per portare a termine questa storia – mentre scriveva, suo figlio Uri e altri tre suoi compagni, rimanevano uccisi in uno scontro nel sud del Libano – molto semplice invece, vedere nella protagonista Orah, il riflesso dell’autore stesso. 
Il libro è pervaso di abnegazione: per gli amici, per la famiglia, per i figli, per la patria; il grande merito di Grossman è stato quello di mostrarci come fosse possibile far coesistere questa abnegazione con la ribellione a essa. 
Orah ama il figlio, lo idolatra, quasi; per proteggerlo fugge, lo abbandona come faceva quando era solo “il suo piccolo Ofer” che pregava la mamma di non lasciarlo all’asilo. Ilan, Adam, Ofer, Avram: i quattro uomini di Orah, il mondo di Orah. Ciò che Orah ama più al mondo e che per proteggere, conservare, accetta di annullarsi. Il miglior libro di Grossman.
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