Archivio per ottobre, 2010

>Impossibilità

Pubblicato: 31 ottobre 2010 in Scritti
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Tra possibile e impossibile, c’è solo una leggera distorsione della prospettiva.
L’impossibile diventa possibile, allorché ci poniamo il problema sotto il punto di vista di un’angolazione differente.

>Omaggio a JP

Pubblicato: 31 ottobre 2010 in Scritti
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Guarderemo le luci della città accendersi; insieme, noi due soli,  amore mio. 
Aspetteremo il tramonto, e lo saluteremo agitando mani tremanti dall’emozione, insieme,  vita mia. 
Ci stringeremo, e rabbrividiremo  all’aria della prima sera, noi due, vita mia. 
Insieme, ascolteremo il canto della notte, abbracciati, persi l’uno nello sguardo dell’altra. 
Visiteremo i paesi più strani, navigando sulle onde dei nostri sogni, sussultando di gioia ad ogni contatto. E infine, quando il sole invadente, prepotente e tiranno, verrà a svegliarci, noi lo malediremo, insieme, amore mio, vita mia, anima mia. Lo rinnegheremo, per poi…
… scomparire nelle fantasie di uno scrittore da strada.

Andrea Prando, 2000

>Milano

Pubblicato: 31 ottobre 2010 in Scritti
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Il freddo vento del nord soffia su Milano. 

Il sole, pallido fantasma dell’Elio estivo, sorge lentamente dietro le guglie della cattedrale. 
La nebbia, amica fidata del dicembre milanese, intristisce il paesaggio metropolitano. 
Giovani e vecchi, nel grigiore dell’indifferenza, si recano al lavoro. 
Infreddolita dal vento del nord, Milano si è svegliata.
Andrea Prando, 1995

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Ecco qui i testi che più ho amato e che più amo. Alcuni, grazie allaloro mera natura fabulatoria, mi hanno fatto sognare, viaggiare, sperare;altri, scritti con intenti formativi, educativi, istruttori, monitori,correttivi et cetera, hanno lasciato un qualcosa che in un modo o nell’altro ètornato nelle mie scelte quotidiane. François Mauriac una volta scrisse:”Dimmi quello che leggi e ti dirò chi sei” è vero; ma ti conoscereimeglio se mi dicessi quello che rileggi.” Il libro ha una sua naturaspecifica, esso è compagno, fratello, amante, nemico, confessore, medico,accusatore, amico, giudice. Nel libro troviamo universi paralleli dove ilmacrocosmo e il microcosmo possono entrare in una semplice frase: Soggetto,Verbo, Complemento (opera mirabile); e laddove intervenisse la mano abile deldotto, del poeta, del filosofo, modificando e combinando, aggiustando eforgiando, avremmo allora opera di demiurgo. Il libro non è statico, si evolveogni volta che ne scorriamo una pagina: il concetto trasmessoci viene sempre ocompletamente, o parzialmente, o impercettibilmente modificato dal nostro“sentire”. Il medesimo libro non è mai lo stesso libro. 
La prosa poetica del Silmarilion di Tolkien non ha nulla da invidiare allapoesia della Genesi Biblica. Non ricordo nessuno sera, dove prima di coricarmi,non abbia augurato la buonanotte ai volumi riposti sugli scafali della miabiblioteca.  

  1. Il Nome della Rosa, Umberto Eco
  2. Alla Ricerca del Tempo Perduto, Marcel Proust
  3. Divina Commedia, Dante Alighieri
  4. Fiesta, Ernest Hemingway
  5. Festa Mobile, Ernest Hemingway
  6. Storie, Erodoto
  7. Simposio, Platone
  8. Epistolario, Abelardo e Eloisa
  9. Parole, Jacques Prévert
  10. De Bello Gallico, Caio Giulio Cesare
  11. Ulisse, James Joyce
  12. Trilogia, Samuel Beckett
  13. Finzioni, Jorge Luis Borges
  14. Guerra e Pace, Lev Tolstoj
  15. Macbeth, William Shakespeare
  16. Lettere ai Famigliari, Marco Tullio Cicerone
  17. Faust, Johann Wolfgang Goethe
  18. I tre Moschettieri, Alexandre Dumas
  19. L’Educazione Sentimentale, Gustave Flaubert
  20. La Certosa di Parma, Stendhal

>Epistula ex Asia: Natale

Pubblicato: 31 ottobre 2010 in Scritti
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– Natale è arrivato, ed è già passato. 
– Come l’avete vissuto, signor duca?
– Vissuto? Direi piuttosto che mi ha attraversato, sfiorandomi solamente.
– Vi ha attraversato sfiorandovi? Non credete sia una contraddizione, di grazia?

– In fede mia non lo credo, ma il linguista siete voi. Tuttavia il Natale non ha lasciato nulla; solomalinconia per qualcosa mancato, perso, non vissuto, o meglio: non pienamentevissuto. 
– Perché? 
– La distanza. La lontananza, amico mio.
– Ma non è Natale ovunque?
– Dovrebbe.

>Rue Rustique

Pubblicato: 30 ottobre 2010 in Scritti
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Il rigagnolo d’acqua piovana scorre in Rue Rustique.
Affiancato dalle palazzine, scende inesorabilmente nel buio profondo di un tombino.
E Rue Rustique ?
Rue Rustique continua.

S’arrampica fino al Sacré-Coeur, accompagnata da un foglia morta, secca, fragile al tatto, eletta ad emblema di stagione.
La stagione dei colori caldi, marrone, giallo, rosso, prugna arancio, viola.
I colori del declino della fine, del rimpianto.
I colori di Rue Rustique, imprigionati in eterno, in perpetua malinconia, nelle tele dei pittori da strada.

Andrea Prando, 1997

>Parigi

Pubblicato: 30 ottobre 2010 in Scritti
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Parigi, una mattina d’inverno.
Sullo sfondo la Tour Eiffel, Champ-de-Mars, la pioggia, dei grossi nuvoloni grigi e un uomo e una donna teneramente abbracciati sotto un grosso ombrello giallo. 
Lei a freddo. Lui le passa il cappotto. Lei gli sorride. Lui ricambia. 
Si baciano mormorandosi qualcosa, e insieme svaniscono nella grigia folla d’ombrelli solitari, portando la luce in uno scialbo mattino invernale.


Andrea Prando, 1998